Proposta per concorso · Identità visiva per fondazione culturale
Un segno che si costruisce come si costruisce un progetto.
Castiglioni ha costruito una carriera studiando come funzionano le cose: come si assemblano, come si usano, come portano il senso di quello che sono. La sua Fondazione custodisce quella stessa mentalità — il processo prima della forma. Il segno nasce dall'intersezione di A e C, le sue iniziali, che combinandosi assumono la forma di un oggetto tridimensionale: potrebbe essere una seduta, potrebbe essere una lampada, qualcosa che ha peso e volume. La font è monospace stencil: il logo si costruisce lettera per lettera, pezzo per pezzo, esattamente come lui lavorava.
Trasformazione
Attraverso il monogramma intrecciato, la frammentazione modulare e l’uso consapevole del colore, la proposta costruisce un’identità che non si limita a rappresentare una figura storica, ma restituisce un metodo.
Il logo non è una firma. È un invito a guardare.
Per una fondazione che custodisce un archivio progettuale e lo rende accessibile al pubblico, questo passaggio è decisivo. L’identità visiva diventa strumento di orientamento culturale, capace di accompagnare l’esperienza nello spazio, nei materiali editoriali, nella comunicazione istituzionale.
Non un simbolo isolato, ma una struttura capace di vivere nel tempo.
Questo è un progetto presentato in risposta a un concorso. Ho scelto di includerlo perché il concept mi sembra onesto: quando la logica di un'identità viene direttamente dal soggetto che rappresenta, non ha bisogno di essere spiegata. Si vede.
Se stai costruendo l'identità di una fondazione, un'istituzione culturale o un archivio, possiamo ragionare insieme su come fare in modo che la forma rispecchi il senso.
Due minuti per scrivermi, dieci per sentirci. Il resto dipende da quello che trovo.
