Fabula Bureau | Ricerca autonoma
Out of brief
Questi sono i progetti che nascono dalla curiosità, domande che il lavoro quotidiano apre ma non chiude. Indagini su come le cose comunicano prima di essere spiegate: attraverso la forma, la memoria, la percezione.
C'è una domanda che torna in quasi ogni progetto: come fa qualcosa a essere riconoscibile prima di essere spiegato?
Non ogni commissione ha il tempo o la forma giusta per risponderci. Segni e Soglie sono i posti dove quella domanda prende corpo — in oggetti fisici, in superfici, in cose che possono essere tenute in mano. Ogni pezzo è un tentativo di trattenere qualcosa che di solito sfugge. Senza mai riuscirci completamente.
Segni
Alcune forme non hanno bisogno di essere spiegate.Esistono già nel riconoscimento, nella memoria collettiva di chi le incontra. Segni indaga queste forme: elementi che portano significato senza dichiararlo.
Fero
Il ferro della gondola non è solo un elemento funzionale. È una presenza. Una forma che si riconosce senza bisogno di essere spiegata. Questa spilla ne riprende la forma, ridotta all'essenziale. Una superficie riflettente, come l'acqua. Un segno che cambia a seconda di chi lo guarda. Richiama Venezia senza rappresentarla
Soglie
Alcuni spazi si riconoscono prima di essere visti.Si riconoscono attraverso ciò che li precede: un odore, una variazione dell'aria, una condizione. Soglie è una ricerca su questi momenti — quando qualcosa è già cambiato, anche se non è ancora visibile. Ogni oggetto è un tentativo di trattenere una di queste condizioni. Senza mai riuscirci completamente.
Eau de Venise
Un oggetto sulla percezione del ritorno
Non è l'odore che si percepisce arrivando. È quello che si riconosce tornando.
Eau de Venise nasce da un'esperienza personale; crescere tra Mestre e Venezia, dove l'acqua non si vede soltanto, si respira. Per anni quell'odore è rimasto invisibile. Salmastro, alghe, acqua ferma nei giorni di secca. A tratti sgradevole, ma costante. È stato necessario partire per accorgermene.
Ogni ritorno ha sempre lo stesso inizio: prima ancora di vedere, sento. È quell'odore il primo segnale che sono tornata.
Questa bottiglietta prova a trattenere qualcosa che non si conserva. È una soglia, un modo per dire casa.
Un progetto diverso
Atlante non è un oggetto. È un sistema di orientamento per chi vuole attraversare Venezia durante la Biennale — oltre i padiglioni ufficiali, verso gli spazi che la città genera e che nessuna mappa racconta. È in costruzione. È una ricerca che è diventata un prodotto.
